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Francesca Palmisano: “Sensibilizzare tutti per prevenire il problema”

“Se domani tocca a me,

voglio essere l’ultima.”

Questi sono gli ultimi versi della poesia di C. Torres Cáceres. Versi che, da qualche giorno, rimbalzano come slogan per dire BASTA alla violenza contro le donne, per “fare rumore“. Nel 2023, si è quasi perso il conto dei femminicidi. Sono poco più di 100 le donne uccise dall’inizio dell’anno e, di queste, più di metà ammazzate in ambito familiare o affettivo da partner o ex. I dati sono ancora più preoccupanti vista la forte incidenza di carnefici appartenenti alla cosiddetta Generazione Z, ragazzi poco più che ventenni che dovrebbero rappresentare il futuro del nostro Paese.

Una lunga scia di nomi, di femminicidi che, come sosteneva Michela Murgia, non indicano il sesso della morta bensì la causa per cui è stata uccisa.

Ad Alberobello, così come nei Paesi limitrofi, è stato attivato il CAV – Centro Antiviolenza Andromeda. È Francesca Palmisano, psicologa, psicoterapeuta, coordinatrice del co-housing a spiegare di cosa si tratta e dove ha sede.

Il CAV – Centro Antiviolenza Andromeda è attivo dal 2016 ed è attualmente gestito dall’associazione Sud Est Donne, in convenzione con l’ambito territoriale. La sede principale è a Noci e poi i diversi comuni si attrezzano. Ad Alberobello l’Assessora alle Politiche Sociali, insieme al Dirigente, sono stati molto sensibili al tema. Ci hanno offerto la possibilità di avvalerci di un luogo comunale, in cui ha sede anche il Centro Servizi per le Famiglie, e a brevissimo ci organizzeremo con i giorni. Quindi anche le donne di Alberobello avranno l’opportunità di potersi rivolgere al Centro Antiviolenza Andromeda, qualora non potessero spostarsi o non fossero automunite.

Cos’è il CAV – Centro Antiviolenza?

I centri antiviolenza sono strutture di accoglienza per donne vittime di violenza, finalizzate all’ascolto e a fornire una serie di aiuti che vanno dal sostegno psicologico, alla consulenza legale fino ai supporti sociali. Qualsiasi donna può recarsi, basta contattarci telefonicamente al numero 339 787 1952 e prendere appuntamento. Ci sono, però, alcuni centri aperti al pubblico, come per esempio quello in Vico Silvio Pellico a Noci, dove si può accedere liberamente e senza appuntamento allo sportello antiviolenza aperto il mercoledì dalle 15 alle 18.

Quando ci si deve rivolgere ad un Centro Antiviolenza?

Ogni donna può rivolgersi al nostro centro antiviolenza tutte le volte in cui sente di essere in una relazione abusante, tutte le volte in cui sente di aver paura in una relazione.

Cos’è una relazione abusante?

Ci sono diverse forme di violenza. Noi ci immaginiamo che la violenza sia necessariamente quella fisica ma quella è solo la punta dell’iceberg. Quello che ci fa capire davvero che si tratta di violenza sono quei comportamenti più subdoli, quelle azioni più nascoste. Se l’altro tutti i giorni, o un giorno sì o uno no, mi umilia, mi scredita, mi dice che non valgo, non sono capace, questo va a ledere e a creare le ferite dell’anima. Il corpo risana, tutto sommato, se mi dai uno schiaffo sento il dolore ma poi anche il rossore passa. Le ferite dell’anima sono più toste perché, a volte, non si riescono a riconoscere e non lasciano tracce facilmente visibili. Tra l’altro un aspetto importante della violenza che dobbiamo ricordarci è che la violenza è ciclica, cioè non è mai uguale, non è mai costante il motivo per il quale le donne restano. La prima domanda che le donne si sentono fare, si sentono dire è proprio: “ma perché non te ne sei andata prima?” Che è un po’ come fare un’ulteriore violenza.

È necessario educare per prevenire, ma in cosa consistono le campagne di sensibilizzazione?

Per prevenire il problema è opportuno sensibilizzare tutti quanti. Dobbiamo ricordarci che la violenza che nasce all’interno delle famiglie non è un problema delle donne, ma degli uomini che la esercitano. L’obiettivo, innanzitutto, è quello di sensibilizzare la cittadinanza a comprendere da dove deriva questa violenza perché molto spesso è nascosta, silente, silenziosa, ma è molto più diffusa di quanto ci immaginiamo.

https://www.facebook.com/Centroantiviolenzaandromeda

E.M.

 

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